Castello di Schönbrunn

       
Castello di Schönbrunn

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Il Castello di Schönbrunn (Schloss Schönbrunn in tedesco) si trova a Vienna ed è stato la sede della casa imperiale d'Asburgo dal 1730 al 1918. Una volta si trovava in campagna, ma ormai è stato inglobato dalla città e ora si trova a Hietzing, nella periferia ovest di Vienna.

Il nome di Schönbrunn gli venne dato dall'Imperatore Mattia che, durante una battuta di caccia in quest'area, vi scoprì una fonte di acqua limpidissima da cui il nome di schön brunn (bella fonte) ed è attorno a questa fonte, secondo la tradizione, che si sarebbe costituito poi il castello intero.

Oltre alla bellezza dei luoghi, il complesso del palazzo è noto per ospitare uno degli zoo più antichi al mondo.

Dal 1992 il castello è amministrato dall'azienda Schloss Schönbrunn Kultur- und BetriebsgesmbH.

Esso fu preso a modello dall'architetto veneziano Matteo Alberti per la progettazione del palazzo di caccia di Bensberg, eretto nel 1711 per il principe elettore del Palatinato, Giovanni Guglielmo, detto Jan Wellem.

Dal 1996 il palazzo ed il giardino sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

L'area corrispondente all'attuale castello viene per la prima volta menzionata nel 1311 col nome di Khattermühle, e qui sorgevano molti mulini. Dal 1312 l'area passò ad un monastero e successivamente venne acquisita nel 1548 dal sindaco di Vienna, Hermann Bayr, che decise di erigervi una propria residenza di campagna col nome di Katterburg o Gatterburg presso un mulino.

L'8 ottobre 1569 l'Imperatore Massimiliano II acquisì l'intera proprietà di modo da utilizzarla come propria riserva di caccia. Egli colse anche l'occasione in una parte separata della grande proprietà per installarvi un primitivo zoo con un non mi piace e i primi pavoni che approdarono a Vienna. Il mulino che era presente, venne abbattuto negli anni successivi e venne costruito al suo posto un piccolo casotto da caccia con annesse dipendenze.

Morto Massimiliano II (1576), il suo successore Rodolfo II si preoccupò solo di manutenere la proprietà che divenne riserva di caccia per il suo erede, l'imperatore Mattia. Proprio a quest'ultimo si rifà la tradizione che vuole che nel 1612 fosse stata scoperta, durante una battuta di caccia, una sorgente ("bella fonte"; in tedesco "schöner Brunnen") che dette poi il nome a tutto il comprensorio.

Ferdinando II e sua moglie Eleonora Gonzaga continuaro ad utilizzare il complesso come riserva di caccia fino alla morte dello stesso Ferdinando II, quando la sua consorte scelse di risiedere qui negli anni della sua vedovanza, tra il 1638 ed il 1643, dotando l'area anche di un castelletto, di un meleto e di un'orangerie. È in questo periodo che per la prima volta si ha traccia ufficiale del nome Schönbrunn.

La struttura venne danneggiata nel 1683 nel corso dell'attacco dei Turchi a Vienna, a tal punto che la struttura risultò inagibile. Fu Eleonora Gonzaga-Nevers, vedova di Ferdinando III che chiese di restaurare l'area, ma morì nel 1687, poco dopo l'inizio dei lavori.

Fu proprio a partire dal 1687 che il successore al trono Leopoldo I predispose l'edificazione di una nuova residenza per il figlio Giuseppe I.

Nel 1688 l'architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach presenta il "progetto Schönbrunn I" che nelle intenzioni del progettista avrebbe dovuto oscurare la Reggia di Versailles in Francia. Tale progetto ottenne lo scopo di presentare al sovrano il proprio talento e contemporaneamente di rinverdire l'attenzione del sovrano per l'opera. Nel 1689 Fischer ottenne la nomina di precettore d'architettura dell'erede al trono.

La fase attuativa, i cui lavori iniziarono nel 1696, si concretizzò tuttavia in un progetto meno ambizioso che si basava in gran parte sulle strutture già esistenti, I lavori si bloccarono più volte a causa delle guerre di successione in Austria e nel 1705 ancora il castello non aveva preso una forma definitiva. Con la morte di Leopoldo, Schönbrunn diventò la residenza vedovile di sua moglie: Guglielmina Amalia.

Vennero chiamati molti intagliatori per costituire le basi del castello che venne fondato con la tipica Pietra dell'Imperatore, una dura pietra gialla, assai adatta a questo particolare scopo.

Fu l'Imperatore Carlo VI a riprendere vivo interesse per il castello di Schönbrunn, intendendolo destinare a residenza estiva della famiglia imperiale, uso al quale rimase destinato sino al crollo della monarchia asburgica nel 1918. Egli però morì prima di riuscire a dare inizio ai nuovi lavori di ampliamento della struttura, che tra il 1743 ed il 1749 vennero portati avanti da sua figlia Maria Teresa d'Austria, che si avvalse della perizia dell'architetto Nicolò Pacassi per cambiare radicalmente l'assetto del piccolo palazzotto di caccia. Alcuni progetti alternativi oggi perduti vennero realizzati anche da Johann Michael Rottmayr.

All'epoca di Maria Teresa risale anche la maggior parte degli interni, che andarono proprio a fornire le basi per la crescita e lo sviluppo del rococò austriaco di cui oggi rappresentano ad ogni modo uno degli esempi più rilevanti.

Al fianco della residenza venne inoltre aperto dal 1747 il teatro di corte che ospitò tra l'altro rappresentazioni di Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart con conduttori gli stessi compositori.

Attorno al 1765 Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg, rappresentante del primo neoclassicismo, apportò gli ultimi cambiamenti alla struttura voluti da Maria Teresa dopo la morte del marito Francesco Stefano di Lorena. A partire dal 1772 Hetzendorf von Hohenberg lavorò alla costruzione della Gloriette in fondo al giardino, una loggia arcata costruita sulla collina al centro della veduta centrale del parco del castello.

Nel 1780 si conclusero i lavori, poco prima della morte di Maria Teresa, da questo momento il castello non sarà più abitato fino ai primi dell'Ottocento.

Tra il 1805 ed il 1809, Napoleone Bonaparte prese residenza al Castello di Schönbrunn.

A partire dal 1817 e per successivi due anni, si hanno alcuni interventi architettonici che dettero l'attuale aspetto al castello.

Nel 1830 vi nacque l'Imperatore Francesco Giuseppe ed egli qui morì nel 1916, mentre nel 1918 l'Imperatore Carlo I firmò la propria abdicazione che pose fine alla secolare monarchia austriaca.

Al termine della proprietà imperiale della struttura, parte di essa divenne una scuola per quasi 350 bambini, molti dei quali erano orfani di guerra o le loro famiglie non erano in grado di sostenere le spese di pagamento di un precettore.

Durante la guerra, nel 1945, la Gloriette ed il palazzo vennero danneggiati dalle bombe degli alleati. Il castello divenne quindi quartier generale locale delle truppe russe e poi inglesi, il che consentì nello stesso tempo un rapido restauro dei danni causati dal conflitto. Nel 1948 parte del castello divenne già accessibile ed aperta al pubblico.

Attualmente il castello di Schönbrunn conta 1.441 stanze di diversa grandezza; molte di queste sono destinate ad usi governativi, ma 190 sono aperte oggi al pubblico in forma di museo, con una stima annuale di 1,5 milioni di turisti approssimativi. il parco e le strutture annesse al grande palazzo contano invece circa 5,2 milioni di turisti all'anno.

Il castello di Schönbrunn ed il suo parco sono elementi inscindibili l'uno dall'altro. Il parco, ampio e variegato, si presenta in stile barocco alla francese e venne progettato da Jean-Nicolas Jadot ed Adrian von Steckhoven sotto la direzione di Maria Teresa imperatrice. Un primo progetto del parco venne stilato dallo stesso Fischer von Erlach, ma questo decadde entro breve in quanto il progetto mal si accomodava alla grande area da riempire ed alle molteplici possibilità artistiche che si presentavano.

Il progetto venne attuato dal 1695 su progetto di Jean-Nicolas Jadot (già allievo di Le Notre, giardiniere del Re di Francia a Versailles), e venne costruito in anticipo sulla struttura stessa del palazzo per dar tempo alle piante di crescere ed il cantiere fu in attività sino al 1699. Tale progetto comprendeva probabilmente due soli parterres laterali al grande viale che ancora oggi attraversa il parco.

Con Maria Teresa, i cambiamenti al palazzo si riflessero anche sul giardino e già dal 1750, i due parterres laterali vennero allargati sino alle dimensioni attuali. La trasformazione del progetto venne anche fortemente voluta dall'Imperatore Francesco Stefano il quale, tra il 1752 ed il 1753, vi fece erigere tra gli altri uno zoo, oltre ad un prezioso giardino botanico. Egli si servì dell'olandese Adrian van Steckhoven e del suo assistente Richard van der Schot per la costruzione del nuovo giardino. Nel 1755 venne terminata la costruzione dell'Orangerie.

Come si è già accennato, fu poi Maria Teresa a commissionare la costruzione della Gloriette in fondo al giardino, sette anni dopo la morte del marito e nel medesimo tempo venne anche costruita la grande Fontana di Nettuno che ancora oggi troneggia in fondo al viale centrale del grande parco.

All'epoca neoclassica, sempre nel XVIII secolo, risalgono invece la Fontana dell'Obelisco (1777) e la rovina (1778) di chiaro gusto d'epoca.

Fu l'Imperatore Giuseppe II a disporre l'accesso al pubblico ai giardini imperiali, con grande dispiacere dell'aristocrazia che si trovava a dover passeggiare nei giardini con la popolazione comune, anche se il palazzo divenne un'importante luogo di aggregazione per la popolazione viennese.

Dalla fine della monarchia anche il palazzo è amministrato dalle dipendenze dello stato.

L'area al centro del giardino forma il Grande Parterre, che venne realizzato attorno al 1780.

Questa parte del giardino venne realizzata come una grande spianata di prato con delle aiuole con fiori coloratissimi, affiancate sui lati da una lunga fila di alberi con 32 grandi statue, in gran parte progettate da Johann Christian Wilhelm Beyer e sono ispirate alla storia greca e romana con divinita o personaggi famosi dell'età antica.
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