La fortezza di san Giusto

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Il castello di San Giusto è una fortezza-museo situata sul colle omonimo, a Trieste.

Come dimora storica, è stato restaurato negli anni duemila e adibito a museo civico della municipalità triestina, cui la struttura appartiene dal 1930. Sul Bastione Lalio è stato inaugurato il 4 aprile 2001 il Lapidario Tergestino costituito da iscrizioni, sculture, bassorilievi e frammenti di architettura di epoca romana.

È visitabile solo in parte: in particolare, oltre al lapidario, sono accessibili la Cappella, la Sala Caprin, l'ampio cortile interno - sede di manifestazioni nel periodo estivo - e gli spalti, da cui si gode un ampio panorama sulla città sottostante.

I primi dati storici relativi alla presenza di una fortezza sul colle risalgono solo al XV secolo.

Federico III degli Asburgo, sotto il cui dominio la città allora si trovava, non supportò i triestini nella guerra contro i veneziani, il che fu per i cittadini un chiaro segno: se dovevano difendersi da soli, erano padroni di se stessi, e disconobbero l'autorità imperiale. Fu un passo troppo ardito che l'imperatore non poté tollerare e punì la città in modo esemplare.

L'anno 1469 resta nella storia come l'anno della "distruzione di Trieste". Dopo l'assalto austriaco alla città e dopo gli eccidi, i saccheggi e la peste che ne seguirono, i triestini dovettero sottostare pure alla punizione formale, quella di costruire a proprie spese una fortezza per i vincitori.
Il castello fu eretto sul colle capitolino, sulle rovine del castelletto veneziano. Era un edificio a due piani con una torre quadrata adiacente. Non era un bell'edificio, niente di artistico o di interessante. Era solo una solida postazione militare.

Nei primi anni del XVI secolo, quando la città passò temporaneamente sotto il dominio dei Veneziani, questa prima costruzione venne prolungata con un'alta muraglia semicircolare. Dopo il ritorno dell'Impero i lavori continuarono, ma senza fretta. Prima venne aggiunto, tra il 1551 ed il 1561, il bastione a sudest, detto Lalio dal nome del suo primo progettista. La parte settentrionale, prevista già dai Veneziani, venne ultimata nel 1595, e l'ultimo baluardo, il bastione Pomis, risale al 1630.

Si entra nella fortezza passando un ponte levatoio di piccole proporzioni che non costituiva l'originale entrata medievale, ancora ben visibile sulla sinistra. Il castello è pieno di iscrizioni storiche e lapidi commemorative e subito nell'ingresso si notano tra alcuni gonfaloni militari, gli stemmi delle famiglie patrizie della città.

Sulla sinistra si diparte un corridoio che porta alle antiche postazioni di tiro, mentre il corridoio di destra porta al museo delle armi ed alla guardiola.

Una scalinata porta sulla terrazza panoramica, da dove si passa nell'enorme cortile, pensato per piazza d'armi, ed oggi sede di molte manifestazioni culturali e di spettacolo. Dai margini del cortile si può salire sugli spalti da dove si gode una spettacolare vista su quelle parti della città che non si potevano vedere dalla terrazza.

Sotto il castello si trovano molti cunicoli e ambienti vari che non sono aperti al pubblico, essendo alcuni ancora in via di esplorazione. Una delle cantine, raggiungibile anche dall'esterno, ospita da decenni l'elegante ristorante comunale di alta categoria.
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