Auronzo di Cadore

       
Lago di Misurina

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Auronzo di Cadore è un comune italiano di 3.536 abitanti della provincia di Belluno in Veneto.

Il Comune di Auronzo si estende su un'area molto vasta, che comprende anche Misurina col suo lago, nonché le Tre Cime di Lavaredo.

L'area è attraversata dal fiume Ansiei che, grazie allo sbarramento dell'antica diga, forma il lago artificiale di Santa Caterina o più conosciuto come il lago di Auronzo. Il bacino artificiale, con i suoi 3 km di lunghezza, bagna anche il centro abitato. Attraversato il lago, l'Ansiei continua il suo percorso fino alla località di Treponti presso la frazione auronzana di Cima Gogna, dove si immette nel fiume Piave.

Auronzo è uno dei comuni delle Tre Cime di Lavaredo. Infatti, se la famosa parete settentrionale è situata nel territorio di competenza del comune di Dobbiaco, le Tre Cime di Lavaredo sono state da tempo immemorabile nel territorio di Auronzo, infatti solo dal 1752 il confine corre giusto sopra le cime, e 3/4 del massiccio sono rimaste nel Comune di Auronzo.

Vi sono almeno due diverse leggende legate al lago di Misurina. La prima, che è la più accreditata, è stata resa famosa da una canzone di Claudio Baglioni, inclusa nell'album Sabato pomeriggio.

Secondo tale versione, Misurina era l'unica figlia dell'anziano e imponente re Sorapiss, che governava le terre comprese tra le Tofane, l'Antelao, le Marmarole e le Tre Cime di Lavaredo. La bimba, tanto capricciosa e dispettosa quanto graziosa, era l'unica ragione di vita del re Sorapiss, il quale, rimasto vedovo, attribuiva l'impertinenza della figlioletta alla mancanza della mamma e pertanto era sempre pronto a scusarla e giustificarla. All'età di sette o otto anni, Misurina venne a conoscenza dell'esistenza di una fata, che viveva sul monte Cristallo, che possedeva uno specchio magico, il quale dava il potere di leggere i pensieri di chiunque vi si specchiasse. Misurina supplicò lungamente il padre affinché le procurasse lo specchio magico, che desiderava ad ogni costo, finché Sorapiss cedette e l'accompagnò. La fata resistette a lungo, perché non voleva accontentare quella bimba capricciosa ma, di fronte alle lacrime di Sorapiss, finì per acconsentire, ponendo però una condizione durissima, nella speranza che il re e sua figlia rinunciassero. La fata possedeva infatti un bellissimo giardino ricco di fiori stupendi sul monte Cristallo, ma l'eccesso di sole li appassiva prematuramente. Sicché richiese, in cambio dello specchio, che Sorapiss accettasse di essere trasformato in una montagna, che proteggesse con la sua ombra il giardino della fata. Quando Misurina, al settimo cielo, ricevette lo specchio da Sorapiss e venne informata del patto, non si scompose, anzi: si mostrò entusiasta all'idea che suo padre, per renderla felice, diventasse una montagna, sulla quale lei avrebbe potuto correre e giocare. In quello stesso istante, mentre Misurina contemplava lo specchio, Sorapiss cominciò la sua trasformazione, gonfiandosi e cambiando colore: i suoi capelli divennero alberi e le sue rughe crepacci. Misurina si accorse improvvisamente di trovarsi in alto, sulla montagna che era stata suo padre e, rivolgendo lo sguardo in basso, fu colta da un capogiro e precipitò nel vuoto. Sorapiss, ai suoi ultimi istanti di vita, dovette assistere impotente alla tragica fine della sua bambina, sicché dai suoi occhi ancora aperti sgorgarono così tante lacrime da formare due ruscelli, i quali si raccolsero a valle formando un immenso lago, che prese il nome appunto di Misurina. Lo specchio, cadendo, si infranse tra le rocce e i suoi frammenti furono trascinati a valle dai ruscelli di lacrime di Sorapiss, dove ancora oggi danno riflessi multicolori, come i pensieri di chi contempla il lago di Misurina.

Nella seconda versione, Mesurina (così soprannominata soltanto in seguito) è una fanciulla, figlia di ricchi mercanti Veneziani, allontanata in montagna dal padre con uno stratagemma, nel tentativo di scongiurare l'avverarsi di una profezia che avrebbe visto la fanciulla donare tutti i propri averi. In seguito a tragici eventi amorosi, che ricordano vagamente quelli di Giulietta e Romeo, la fanciulla muore, riconosciuta in punto di morte da un amante avuto quand'era in fiore e dal quale era stata allontanata, a causa di un inganno ordito dal padre e con l'aiuto di una serva da lui inviata.
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